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RENTRI – Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti

Gentile Cliente,

con la presente si forniscono alcune informazioni di carattere generale in merito all’introduzione del RENTRI – Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti, che digitalizza la gestione dei registri e dei formulari relativi ai rifiuti. Lo studio non segue tale materia specialistica demandata a professionisti specializzati del settore ma ha ritenuto opportuno segnalare la casistica al fine di fornire una informativa generale in merito. Vi consigliamo qualora riteneste di avere la necessità di approfondimento di contattare il vostro consulente per la sicurezza aziendale.

1. Quando nasce l’obbligo di iscrizione al RENTRI

L’iscrizione al RENTRI non è generalizzata per tutte le attività, ma scatta solo al verificarsi di specifici presupposti, in particolare:

  • * imprese o enti
  • * che producono rifiuti pericolosi

Il numero di dipendenti non rileva ai fini dell’obbligo in presenza di rifiuti pericolosi

2. Professionisti e studi professionali

Si precisa espressamente che:

I professionisti e gli studi professionali non organizzati in forma di impresa NON sono soggetti all’obbligo di iscrizione al RENTRI, anche qualora producano rifiuti pericolosi nello svolgimento dell’attività professionale.

Resta fermo l’obbligo di:

  • *corretta gestione dei rifiuti;
  • *utilizzo e conservazione della documentazione ambientale prevista dalla normativa vigente.
  • 3. Imprese che non producono rifiuti pericolosi

    Le imprese che, alla data del 13 febbraio 2026, non producono rifiuti pericolosi:

    • non sono tenute ad iscriversi al RENTRI;
    • non devono effettuare alcun adempimento preventivo.

    L’obbligo nasce solo dal momento in cui l’impresa inizia a produrre rifiuti pericolosi, senza effetti retroattivi, ma con decorrenza dalla produzione del primo rifiuto pericoloso.

    4. Esempi comuni di rifiuti pericolosi (attenzione ai casi frequenti)

    Molti rifiuti generati nella normale attività aziendale non sono automaticamente pericolosi, ma alcuni casi ricorrenti possono far scattare l’obbligo RENTRI.

    Esempi tipici di rifiuti pericolosi

    (elenco non esaustivo)

    • *Toner e cartucce per stampanti
      → spesso classificati come rifiuti pericolosi (es. presenza di polveri, sostanze chimiche)
    • *Batterie e accumulatori
      •     --batterie al piombo
      •     --batterie al litio
        → sempre rifiuti pericolosi
    • *RAEE professionali (apparecchiature elettriche ed elettroniche)
      •     --computer
      •     --server
      •     --stampanti
      •     --monitor
      •     --gruppi di continuità (UPS)

    ⚠️ Alcuni componenti (schede elettroniche, condensatori, schermi) possono rendere il rifiuto pericoloso.

    • *Apparecchiature dismesse con componenti elettronici
      anche se il conferimento è occasionale.

    Attenzione ⚠️ La produzione di rifiuti pericolosi può essere anche sporadica (es. sostituzione di un server o di una stampante), ma è sufficiente a far sorgere l’obbligo di iscrizione, se il soggetto è un’impresa.

    5. Registrazione preventiva: facoltà, non obbligo

    Nel caso di imprese che oggi non producono rifiuti pericolosi, ma la cui attività potrebbe evolvere, è possibile valutare una registrazione preventiva al portale RENTRI.

    Si tratta di una:

    • facoltà organizzativa
    • non di un obbligo normativo
    • senza sanzioni in caso di mancata adesione

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